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Tosinghi
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I mwdaTosinghi o mwdqDella Tosa furono una delle più importanti famiglie fiorentine a cavallo tra XIII e XIV secolo, quando trionfarono nelle contese tra mwdgguelfi bianchi e neri.
Contents
• Note
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Storia familiare
Pare che il nome della famiglia si fosse originato da Monna Tosa de' mwegVisdomini, una donna di tale virtù da dare il nome ai suoi discendenti. Nel mwewCanto quindicesimo del Paradiso mwfqDante invece additò mwfgCianghella de' Tosinghi come esempio di decadimento morale, per la sua scandalosa vedovanza. Tra XII e XIII secolo la famiglia ebbe mwfwuno dei palazzi più belli della città, nella corte che poi divenne la piazza della Fonte nel mwgaGhetto: tale straordinario edificio era tuttavia già andato distrutto nel 1248. Ne resta comunque memoria nella dedica di mwgqvia dei Tosinghi, in centro a Firenzecite-ref-1[1].
La famiglia di parte mwhwguelfa era alleata dei mwiaDonati e riuscì a scacciare prima la parte ghibellina e poi i mwiqguelfi bianchi, negli eventi altalenanti tra il 1260 e il 1302 che fanno da sfondo storico alla mwigmwiwDivina Commedia di mwjaDante. Nel 1301 per esempio era diventato mwjqvescovo di Firenze mwjgLottieri Della Tosa. A loro si unirono in mwjwconsorteria i mwkaMedici del ramo di Bonagiunta, attraverso il matrimonio di Ugo di Bonagiunta de' Medici con Dialta di Scolaio Della Tosa; grazie a questa unione i discendenti di Bonagiunta e Ugo divennero una della più potenti famiglie di parte nera nella mwkqFirenze del XIII secolo, raggiungendo più volte le più alte cariche pubbliche della Repubblica (mwkgGonfalonierato di Giustizia una volta e mwkwPriorato delle Arti sette volte). Finiti gli scontri coi bianchi, la città sembrava a quel punto pacificata, quando iniziarono a sorgere i contrasti tra i due capifazione, Rosso Della Tosa e mwlqCorso Donati. Il secondo in particolare si sentiva estromesso dal governo della città e si alleò coi mwlgCavalcanti.
A causa di questa alleanza i Cavalcanti si ritrovarono le proprie case incendiate, provocando danni anche a molte abitazioni vicine. Nel mwma1310 Corso era ormai estromesso dal governo cittadino tanto che arrivò a cercare alleati tra i fuorusciti mwmqghibellini, al che venne deciso di assassinarlo, come di fatto avvenne, e le mwmgsue case vennero saccheggiate e date alle fiamme (ne parla anche Dante nel mwmwPurgatorio, mwnaCanto XXIV, v. 79-87).
A quel punto i Tosinghi divennero i padroni assoluti della città e i conflitti si andarono stemperando, finché nuove famiglie non acquistarono importanza.
A partire dal 1349 i Della Tosa vennero coinvolti nei cosiddetti "processi di popolarità", che comportavano l'esclusione dalle liste magnatizie dei membri della famiglia su richiesta degli stessi e la concessione dello status di popolano, alla quale seguiva il cambiamento del nome e dello stemma dei richiedenti. Tale meccanismo era stato introdotto con gli mwnwOrdinamenti di giustizia e aveva lo scopo di indebolire politicamente il ceto magnatizio e le sue consorterie, cooptando all'interno della cittadinanza fiorentina esponenti di tale ceto che avessero manifestato fedeltà alle istituzioni comunali. Diversi esponenti dei Della Tosa assunsero il cognome Sassi, dando vita al ramo dei mwoaSassi della Tosa.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] Altri esponenti dei Della Tosa seguirono il medesimo procedimento tra il 1365 e il 1370 assumendo il nuovo cognome di Biligiardi.
I Tosinghi avevano le proprie case nel cuore del ghetto del mwqgMercato Vecchio, in piazza della Fonte, e vennero distrutte durante il mwqwmwraRisanamento a partire dal mwrq1888. A essi venne comunque intitolata mwrgvia de' Tosinghi dal mwrw1893.
Esponenti significativi
• mwswCianghella Della Tosa
• Rosso Della Tosa
• Pino della Tosa
• Baschiera Della Tosa
• mwuwLottieri Della Tosa
• Meliorello Della Tosa
• Simon Baldi Della Tosa
• Simone di Rosso Della Tosa
• mwwwRossellino Della Tosa
• Odaldo Della Tosa
• Catalano Della Tosa
• Baldo Della Tosa
• Giovanni Della Tosa
• Davizzo Della Tosa
• Ciampi Della Tosa
Note
cite-note-11. ↑ mwbgPiero Bargellinimwbw, Ennio Guarnieri, mwcaLe strade di Firenzemwcq, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, IV, 1978, p. 206.
cite-note-22. ↑ mwdq(mwdgmwdwFRmwea) mweqKlapisch-Zuber Christiane, mweg"Ruptures de parenté et changements d'identité chez les magnats florentins du XIVe siècle" In: Annales. Economies, sociétés, civilisations. 43ᵉ année, N. 5, 1988. pp. 1205-1240
cite-note-33. ↑ Lorenzo Cantini, mwfw"Saggi istorici d'antichità toscane", Tomo IX, pp. 312-313
Bibliografia
• Francesco Cesati, mwgwLa grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-tosinghi-enciclopedia-dantescaTosinghi, in Enciclopedia dantesca, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.